Ultima modifica: 3 aprile 2018
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Pierre Cesaratto, Pedalando mi perdo

Il giorno 28 febbraio 2018 alcune classi del liceo Stellini hanno assistito alla conferenza tenuta in aula magna dal ciclista e fotografo Pierre Cesaratto.

Nonostante abbia appena ventinove anni, è già un fotografo e “ciclo-viaggiatore” professionista: ha compiuto numerosi viaggi più o meno “estremi” contando unicamente sulla sua bici. È da poco tornato da un viaggio di oltre 15.000 kilometri nel sud-est asiatico e in Australia, ed è proprio di questo che ci ha parlato.

Con il sottofondo delle fotografie scattate da lui stesso, ci ha affascinati raccontandoci delle persone conosciute, dei luoghi visitati e anche dei pericoli corsi. Ci ha svelato che, per sua scelta, ogni notte per dormire bussava alle porte delle case chiedendo ospitalità, e spesso le persone litigavano per decidere a chi spettasse accoglierlo nella propria casa per la notte. Grazie alla generosità e alla commovente ospitalità di queste famiglie, Pierre ha avuto modo di imparare le tradizioni locali e i piatti tipici, e a sua volta ha insegnato ai suoi ospiti canzoni italiane e succulente ricette. Certo, comunicare con le persone non era sempre facile: a volte al ciclista è successo di passare serate intere dialogando unicamente con Google Traduttore. Altre volte ha provato con l’inglese, ma anche quello era spesso lingua sconosciuta nelle sperdute contrade del Laos o della Cambogia. Nonostante queste difficoltà, Pierre ha scoperto persone di una generosità e di un’umanità straordinarie, disposte a dare con gioia tutto ciò che avevano nonostante la povertà. Il ciclista è convinto che a renderlo così amato e rispettato sia stato proprio il fatto di viaggiare con la bici, mezzo “pacifico” e “disarmante”, faticoso e povero, che agli occhi delle persone ha reso il viaggiatore meno turista e più uomo, ricco di esperienze e di cose da raccontare e condividere.

Trovare un luogo per dormire non è stato sempre così facile, però: più volte gli è capitato di dover montare una tenda in mezzo al nulla, minacciato dai serpenti e da altri animali non meno pericolosi. In particolare ricorda alcuni momenti in cui ha rischiato la vita, come quando si è ritrovato senza volerlo in una riserva di tigri.

Dopo averci raccontato un po’ di avventure, Pierre ci ha mostrato alcuni video caricati sul suo canale YouTube, che riprendono vari momenti del suo viaggio nel sud-est asiatico nonché di quelli in Australia e in India. Ha risposto cortesemente a ogni nostra domanda dimostrando di essere davvero una persona alla mano, come ci aveva assicurato all’inizio della conferenza. Ci ha raccontato ancora qualche aneddoto, come quando ha rischiato di disidratarsi a causa di una gastroenterite o quando si è ritrovato con il corpo interamente coperto di macchie. O ancora, di quanto fosse difficile trovare dell’acqua pulita in India, di un mercato che si tiene sopra alle rotaie, che viene smontato quando deve passare il treno, e di tante altre curiosità.

Tutti i suoi viaggi sono documentati da video e fotografie presenti sul suo canale YouTube e sulla sua pagina facebook “Pedalando mi perdo”, e ci ci ha pregato di seguirlo su tutti i social perché è grazie a questo che potrà continuare a coltivare la sua passione.

Salutandoci e presentandoci il suo prossimo, ambizioso progetto di un viaggio in Africa, ci ha ricordato che lo scopo della vita è inseguire i propri sogni e le proprie passioni, anche rischiando di andare controcorrente e sfidando la diffidenza e le resistenze di chi ci sta vicino: solo coltivando se stessi e le proprie inclinazioni si può raggiungere la felicità!

Alice Orzincolo, 2^C

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